nocebo-mascherina

Effetto nocebo, un serio pericolo per la nostra salute.

La paura, si sa, è la causa principale di meccanismi mentali che possono sviluppare processi psicologici come l’ansia, in grado di accentuare determinate sintomatologie e patologie.
Indubbiamente l’ansia anticipatoria è uno dei meccanismi cruciali nell’insorgenza di una risposta nocebo.
L’effetto nocebo è, pertanto, a tutti gli effetti il gemello cattivo dell’effetto placebo. Se quest’ultimo è dovuto ad emozioni positive che inducono un miglioramento clinico, l’effetto nocebo è, invece, frutto di emozioni negative che producono un peggioramento delle condizioni psico-fisiche.
Molto spesso, soltanto leggere in un bugiardino gli effetti collaterali di un farmaco quali cefalea, nausea, vomito, può produrre effettivamente questi sintomi[1].
Lo conferma uno studio dell’autorevole Imperial College di Londra, pubblicato da The Lancet nel 2017, che ha coinvolto diecimila partecipanti. Lo studio ha messo in evidenza come i pazienti informati sugli effetti collaterali di un farmaco siano coloro che lamentano maggiormente questi disturbi.

Quanto appena scritto porta ad uno dei paradossi che la scienza medica si sta trovando ad affrontare: dal punto di vista etico è un obbligo medico quello di riportare e mai nascondere eventuali effetti collaterali di una terapia, ma ciò rischia indubbiamente di indurre emozioni e aspettative negative che potrebbero far insorgere una risposta nocebo e aggravare lo stato di salute del paziente.

Aspettative negative possono essere indotte anche dai media, come sta succedendo nel caso dell’epidemia di Covid19: notizie allarmistiche rischiano di produrre effetti nocebo di massa, provocando sintomi che altrimenti non si verificherebbero[2]. E’ lecito chiedersi, alla luce di queste considerazioni profondamente scientifiche, come potrebbero cambiare le statistiche relative ai ricoveri Covid19 se il risalto mediatico e le decisioni politiche tenessero conto dell’effetto nocebo.

A partire da queste considerazioni è necessario ridefinire l’approccio verso il paziente. Non soltanto nel rapporto empatico medico-paziente, ma soprattutto nelle cure stesse che vengono somministrate.
Gli studi scientifici sul nocebo, che senza dubbio vanno proseguiti e approfonditi, devono aprire un dibattito, all’interno della comunità scientifica, su quella famosa locuzione latina, Primum non nocere, “innanzitutto non nuocere”. Uno dei più importanti principi etici della medicina, cardine del famoso giuramento di Ippocrate, oggi ripreso da tutti i codici di deontologia medica, ma effettivamente poco applicato nelle scelte terapeutiche, orientate sempre più spesso verso farmaci pieni di effetti collaterali anche devastanti.

[1] Benedetti F., (2018), L’effetto placebo Breve viaggio tra mente e corpo, Carocci editore, p. 41 

[2] Benedetti F., (2018), L’effetto placebo Breve viaggio tra mente e corpo, Carocci editore, p.42 

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