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Curarsi con le erbe: gramigna

La gramigna è un’erba infestante particolarmente comune dalle eccezionali proprietà fitoterapiche. Nei tempi passati era anche chiamata “grano selvatico” (Agropyrum), perché vagamente somigliante alle spighe del grano.
Il binomio scientifico della gramigna maggiormente diffuso è Elymus repens, alle volte si trova come Agropyron repens, Elytrigia repens oppure anche Triticum repens (nome scientifico che si trova nei testi antichi del XVIII e IX secolo).

L’erba contiene polisaccaridi (triticina, inositolo, mannitolo, mucillagini) e un olio essenziale.
Dai tempi antichi la gramigna viene impiegata per le indiscusse proprietà benefiche come diuretico e antinfiammatorio. Viene oggi utilizzata come rimedio anche contro dolori reumatici, gotta, disturbi cutanei di vario tipo e tosse, in quanto avrebbe proprietà lenitive per le mucose date dalle mucillagini in essa contenute[1].

Recenti studi scientifici hanno inoltre confermato che questa “erbaccia infestante” è in grado di prevenire e curare la calcolosi urinaria (o urolitiasi) dissolvendo i calcoli e inibendo il loro processo di formazione[2].

Come assumere la Gramigna

Tisana: in mezzo litro di acqua bollente, lasciare in infusione due cucchiai di polvere di radice per almeno 10 minuti, filtrare e berne 2 tazze al dì, lontano dai pasti;

Decotto: bollire 10 min. 5-10 g di gramigna per tazza di acqua; berne anche più di 2 tazze al dì;

Tintura Madre: preparata dai rizomi freschi, tit.alcol.65° XL, gtt 3 volte al dì.

[2] Kasote D., Jagtap S.D., Thapa D., Khyade M.S., Russell W.R., (2017), Herbal remedies for urinary stones used in India and China: A review, Journal of Ethnopharmacology 203, 55-68